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Nuove Tecnologie e linguaggi Musicali - Conservatorio "A.Casella" L'Aquila
Scuola di Musica Elettronica

Uso di Madde

Madde funziona in sintesi additiva, quindi il segnale di uscita è ottenuto sommando sinusoidi di frequenze armoniche ognuna con la sua ampiezza. In un sistema del genere non ci sono filtri propriamente detti: i profili spettrali (formanti comprese) vengono ottenuti modificando le ampiezze delle parziali.

Un'occhiata al pannello di Madde. 

In alto a sinistra c'è il quadro "Formanti".

Se "spegnete" tutte le formanti (togliendo il segno di spunta accanto al nome (F1-F6) potete ascoltare (e vedere in RTSect) il segnale glottale simulato: un dente di sega.

Sotto ogni formante c'è la sua frequenza. Tutte le frequenze possono essere spostate in alto e in basso proporzionalmente utilizzando la finestra "Factor": se si scrive 1,3 e si preme "Apply!", si alzano tutte le frequenze del 30%: analogamente, se invece si ha scritto 0,7, si ottiene un abbassamento del 30%.

Attenzione: dovete molto probabilmente scrivere i numeri usando la virgola come separatore decimale (e non il punto), dato che probabilmente avete selezionato la vostra località come Italia. Provate in ogni caso per controllare.

Infine, sotto compaiono le finestrelle dei Q. Questi sono i fattori di merito dei "filtri formantici". Più sono alti, più l'effetto formantico è spiccato (il profilo formantico è appuntito). Se li alzate, sentire "fischiare" ogni tanto le frequenze corrispondenti. Se li abbassate, l'effetto vocalico si attenua, sino a sparire del tutto.

Sotto le Q compaiono le larghezze di banda (selettività del filtro) che corrispondono al Q prescelto. ad esempio, Q1 = 10, con larghezza di banda 80 Hz. Questo significa che, fatto 0 dB il guadagno a 800 Hz (F1), a 800Hz-80Hz, e a 800Hz+80 Hz il guadagno è -3 dB. Il significato fisico di questo "fattore di merito", legato alla dissipazione per attrito dell'energia sonora,  diventa chiaro studiando gli oscillatori smorzati del 2° ordine. Modificando le Q, noterete le corrispondenti modifiche delle larghezze di banda: alzando Q, diventano più piccole, e viceversa.

Il quadro F0, in basso a sinistra:

Con F0  si intende la fondamentale (la nota emessa). Questa è selezionabile sia scrivendone la frequenza in Hz nella finestra "Pitch", sia selezionandola con la tastiera "pianistica" sottostante.  Accanto alla frequenza in Hz, trovate la nota in notazione anglosassone (C4, in questo caso, il DO 4).

Madde simula la voce cantata tenendo conto degli "ingredienti" che la ricerca musicale ha individuato (fondamentali, a questo riguardo, i lavori di Chowning, Sundberg, e Rodet). Il dente di sega non ha una frequenza fissa, ma oscillante secondo due componenti. Una casuale (Flutter). Trattandosi di un fenomeno casuale, è definita sia l'ampiezza dell'oscillazione  (Amplitude %) della frequenza emessa, sia la distribuzione in frequenza (ottenuta idealmente attraverso un filtro risonante alla frequenza f0, con anche esso un fattore di merito Q) della variazione della frequenza emessa (stiamo parlando di un fenomeno di Modulazione di frequenza). I parametri del flutter qui indicati possono essere variati nelle relative finestre. L'ulteriore componente del segnale glottale è il vibrato, che è un'oscillazione periodica (sinusoidale) della frequenza emessa attorno al suo valore nominale (sempre Modulazione di frequenza). Del vibrato si può variare la frequenza e l'ampiezza (indice di modulazione)

 Infine, la finestra delle parziali (armoniche):

In essa compare la pendenza dell'andamento dell'ampiezza in funzione della frequenza. -6 dB/ottava corrisponde al classico dente di sega. Modificando la pendenza, si modifica la forma d'onda, arricchendola (pendenze in valore assoluto più piccole, ad es. -2) o impoverendola di frequenza alte. Il tasto "Flat!" riporta tutto al valore standard di partenza (dente di sega)

Nella finestra sottostante è possibile modificare ulteriormente l'ampiezza di ogni singola parziale (pallini rossi). Disegnando con il mouse (tasto sinistro premuto) si può conferire un profilo spettrale che si sovrapporrà a quello costante definito dalla pendenza. Il timbro della voce cambierà, diventando ad esempio più chiara o più scura a seconda delle circostanze.

E' possibile modificare il livello complessivo del segnale glottale (Level [dB]), e modificare il numero di parziali (in più o in meno) utilizzate per generarlo.

Infine, una finestra  molto interessante, che compare sotto il menu "Settings", voce "Show F1/F2 map":

 

"Disegnando" con il mouse su questa finestra (tenendo premuto il pulsante sinistro del mouse) è possibile variare contemporaneamente F1 e F2 (che sono disposte sui due assi. Dato che queste, grosso modo, determinano la vocale, è possibile sentire la voce cambiare vocale in modo continuo movendosi da una parte all'altra.

 

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